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RISERVE NATURALI IN SICILIA
Una riserva naturale rientrante nel territorio provinciale di Palermo è costituita dall' , un'isola distante circa 15 km da Palermo e caratterizzata da una vegetazione florida per quasi tutto l'anno. In essa la presenza dell'uomo è attestata in maniera certa grazie al ritrovamento dai resti di sette vasche per la preparaz, una ricercata salsa a base di pesce, e risalenti all'epoca ellenica, ai resti di anfore puniche e romane.
Tra gli altri reperti archeologici che arricchiscono con un valore storico l'isola abbiamo una antica torre risaente al XVI patrimonio naturale arricchito dal sempreverde lentifitta vegetazione erbacea che offre un bello spettacolo durante il periodo della fioritura.
Tra le varie piante presenti nettacco dell'uomo grazie all'istituzione della riserva, ricordiamo i fiori Nigella, lugliosa del giunco, i fiori a forma di stella della Romulea, l'iris. Tutto ciò è arricchito notevolmente da una avifauna notevolento caratteristico dell'isola e dal potenziale alimentare, fattori che favoriscono la nidificazione e la sosta degli uccelli migratori.
Tra le specie animali presenti nell'isola ricordiamo il gabbiano reale mediterraneo, la cappellacia, l'airone cenerino ed il piùraro airone rosso, la beccaccia di mare, la gallinella d'acqua, l'airone bianco maggiore e l'acchiotto.
La riserva naturale orientata "Monte Pellegrino", rientrante nella provincia di Palermo ed affidata alla Associazione Nazionale Rangers D'Italia, ospita circa mille specie di piante, a partire da quelle endemiche e circa la metà delle specie isolalcune specie di uccelli migratori ed una colonia di rettili. Il Monte Pellegrino, un massiccio carbonatico di età oscillante dal Cretaceo al Paformazione a fortezza un ottimo rifugio per la fauna paleontologica isolana, la vegetazione rupestre e le boscaglie di e dalla palma nana; la boscagluita dal leccio stesso, dal lentisco, dal terebinto, dal corbezzolo e dall'alaterno trova la sua massima espressione nel bosco di S. Pantaleo, vicino l'omonimo anfiteatro. La fauna locale è costituita da rapaci come la poiana ed il falco pellegrino, predatori come la volpe, uccelli come il saltimpalo e l'occhiotto.
Il grande parco dell'Etna offre innumerevoli spunti visivi interessanti, a partire dalla Valle del Bove, dai crateri sommitali, dai "dicchi" vulcanici.
Ogni angolo della zona offre vari per gli amanti della fotografia, a partire da Bocca Nuova, il Monte Zoccolaro, i Monti Silvestri, il Monte Nunziata. C'è poi una ricca vegetaio, dal Bosco di Serra la Nave e la Pineta di Linguaglossa. La bellezza del luogo è poi arricchita da grotte di scorrimento lavico, come la Grotta delle Vanette.
Il vulcano Etna e' sempre stato e sempre sara' un simbolo per tutta la Sicilia. Esso comincio' a formarsi circa cinquecentomila anni fa e nel corso dei millenni ha superato i 3.000 metri d'altezza. Ad ogni diversa altitudine, esso presenta una diveretazione: a circa 1.5metri di quota si possono ammirare,entale, boscaglie di leccio e hi, frutto della colonizzazione agricola, mentre nel versante orientale, ad una altitudine lievemente inferiore, si trovano roverelle, quercie, frassini, carpini neri e castagneti.
Ad una altitudine maggiore si trovano i rei boschi in gran parte sostituiti da pascoli e distese di ginestre. Ancora piu' in alto si trovano delle piantine endemiche.
Il bosco di Santo Pietro si trova nei pressi di Caltagirone, in provincia di Catania, e precisamente sul versante meridionale dei Monti Erei. La bellezza della zona verde e' data innanzitutto dalla ricchissima flora costituita da oltre 300 specie vegetali tra cui spiccano principalmenta la sugherata, la lecceta e la gariga (prevede la forte presenza locale di rosmarino, timo, erica, lentisco).
Successivo ed interessante aspetto del bosco e' l'altrettanto ricca fauna. Qui le specie animali presenti e registrate sono quasi 100, in buona parte volatili come gli stanziali occhiocotto, la ghiandaia ed il picchio rosso maggiore, i nidificatori estivi come il gruccione ed il rigogolo e gli uccelli migratori.
Da non dimenticare, infine, la possibilita' di effettuare degli itinerari verdi, come quello che cnnizzolo, alla Cava Vaccarizzo e alla Cava Imboscata. La localita' in questione e' interessante anche dal punto di vista storica che la riguarda risale al 1160 quando il normanno Ruggero D'Altavilla la concesse ai caltagironesi
La Riserva naturale delle Saline di Trapani e già proprietà del demanio statale sotto il dominio di Federico di Svevia, mentre con l'avvento della sup ritornano di proprietà privata. Nel corso degli anni le saline hanno visto anche periodi di svalutazione, mentre in epoca recenun periodo di rinascita. La lavorazione del sale marino, le cui proprietà importanti per la salute umana sono state recentemente rivalutate, sono presenti anche nel Museo del Sale presente nella riserva. Il posto è anche una buona zona di sosta per gli uccelli migratori. La vegetazione della zona, altamente limitante per le sue particolarità, è caratterizzata soprattutto da piante alofile.
Vendicari è un altro esempio di Riserva Naturale e di luogo di sosta per la avifauna migratoria. Tale riserva è quella più meridionale d'Italia ed anche al secondo posto per il periodne e si trova nel territorio provinciale siracusano. Il territorio è diviso in tre grandi pantani, il Piccolo, il Grande ed il Roveto. Ci sono poin il mare aperto, cosa che crea la variabilità nelle concentrae e nel livello dell'acqua degli stagni presenti nella zona. Un'altra caratteristica della zona è la località Calamosche, a nord, dove si ha una costa rocciosa con fondali ricchi di forme di vita. Tutta l'area ha una ricca vegetazione caratterizzata dalla forte presenza di vegetali alofili, cioè adattabili alla presenza del sale, presenti nelle coste e formati, ad esempio, dal finocchio di mare e dalla cicoria spinosa; c'è poi la vegetazione dunale tipica delle coste sabbiose costituita ad esempio dal ginepro coccolone; la vegetazione della costa rocciosa è formata, ad esempio, dal timo e dalla palma nana. Tra gli altri esempi di vegetazione occorre poi citare l'estesa macchia meditita dal lentisco, dall'oleastro ed il mirto e la vegetazione palustre ripariale, composta ad esempio dal giunco di palude.
Anche la fauna locale è altrettanto ricca e composta, ad esempio, dalla gallinella d'acqua ed il fraticellottegola. La bellezza del sito naturale aumenta grazie alla storia del posto: si presume che esso sia stato un porto per i fenici e successivamente della città di Noto; la zona ha dei reperti archeologici interessanti a partire dachiesetta detta della Trigona, presenti nella Cittadella Dei Maccari e di epoca bizantina e lo stabilimento per la lavorazione del pesce di epoca ellenistica. C'è poi la Torre Sveva, vicino la citata tonnara, e con funzioni di guardia per i carichi di grano in partenza dall'adiacente porto, torre a forma quadrangolare, denominata anche Castello di Vendicari.
Il parco minerario Floristella Grottacalda, in provincia di Enna, è oggi l'esempio dell'attività di migliaia di operai e dell'archeologia industriale, nonché concentrazione di vallate circondate da boschi e caratterizzate dallo acre odoontenente gli impianti per la estrazione e la lavorazione dello zolfo, gli alloggi, gli uffici ed i tre impianti estrattivi di Grottacalda, Floristvogliono testimoniare lo sfruttamento degli operai, spesso minorenni, che ha contribuito alla rivoluzione industriale ad un caro prezzo umano.
Sempre a Floristella si ha il Palazzo Pennisi, antica residenza dei proprietari e sede degli uffici della miniera, mentre a Gallizzi si trova la parte più antica della miniera, risalente al 1700 ed un tempo residenza dei gesuiti.
La Riserva Naturale Orientata Sambughetti-Campanito rientra nella provincia di Enna. Quest'area verde comprende una ricca vegetazione mediterranea composta, ad esempio, da querce e roverelle.
La Riserva e' arricchita anche dalla etti (m. 1508) - dove si raccolgono i resti di una faggeta - e da . La suggestino della localita' e' data dalla forte presenza di pini, eucalipti, del bosco di lecceta, nonche' dalla ricca e varia fauna selvatica.
La Riserva si arricchisce ulterirmente grazie alla presenza di un'area archeologica ed alla vicinanza del Parco Nicoletti.
Il fiume Alcantara è uno dei fiumi più importanti della Sicilia e nasce dalle Nebrodi, scorre verso sud dividendo il massiccio del vulcano Etna, tocca varie città come Randazzo e comprese nei territori provinciali di Catania e Messina. In origine esso sembra un piccolo ruscello, ma quando esso arriva all'Etna assume un andamento più impetuoso. L'assetto originario del fiume cambiò in passato a causa dell'attività del vulcanetto Mojo che ha determinato un notevole cambiamento non solo nell'andamento del fiume ma anche nello ambiente circostante. Il contrasto tra la calda valanga di lava fluida scaturita da questo vulcano ed un costone umido e freddo ha originato il conseguente raffreddamento della lava e fenomeni di cristallizzazione della massa fluida con il nascere di forme divisorie della roccia in prismi perpendicolari.
Il fiume ha poi contrire la struttura territoriale attuando la sua azione di erosidando così a costituire le famose gole presenti nella zona. Le gole, il corpo idrico e buona parte della vallata costituiscono evidentemente un complesso naturalistico di certo valore che è stato riconosciuto ulteriormente con l'intervento legislativo e la conseguente istituzione della Riserva nahe offre magnifici esempi di flora e fauna davvero attrattivi. Grazie alla struttura morfologica della zona si possono trovare in questa riserva numerosi esempi di agrumeti,vigneti, boschi di querce ed innumerevoli specie di fiori come varie specie di ginestra, la macchia mediterranea costituita da papaveri, mirti, terebindi, oleandri.
Gli esempi di animali, come i rapaci e migratori, sono altrettanto numerosi, a partire dal raro Gatto selvatico, il falco pellegrino, i piccoli rapaci notturni come le civette e gli allocchi.
Il parco delle Madonie presenta degli spettacoli naturalistici davvero interessanti e divisibili in più itinerari turistici che consentono delle vere e proprie immersioni nelle oasi verdi isolane, delle passeggiate rigeneranti e la visione delle vette delle Madonie e dei ricchi boschi presenti nella zona.
I Monti Nebrodi si estendono lungo la costa tirrenica isolana con le loro vette notevoli e con i loro fitti boschi. Essi sono delimitati geograficamente del Simeto che li separa dagli Erei e dall'Etna, ad ovest dal solco della Pollina e dalla sella di Gangi che li separa dalle Madonie ed aNovara Sicilia da dove iniziano i Peloritani. Tutto il complesso montuoso riguarda tre province isolane, Messina, Enna e Catania.
I 21 comuni che ricadono in questo territorio paesaggistico suggestivo hanno mantenuto i loro tratti originari, esempio di antiche fortificazioni e caratteristici casali, evento favorito dalla na zona e che contribuisce all'aumento del fascino locale, fonte d'attrazione turistica. Lo spettacolo naturalistico qui presente è notevole e comprende non solo la bellezza del sito montuoso ricco di vette, laghi e valli, ma anche una ricchissima vegetazione di faggi, lecci, pini, aceri, l'oleandro in via d'estinzione, il castagno introdotto dall'uomo in sostituzione di boschi preesistenti e quant'altro oggi tutelato a norma di legge con la creazione del Parco Naturale Regionale delle Nebrodi.
Esso comprende, oltre alla già citata ricca vegetazione, anche una notevole risorsa d'acqua costituita da varie sorgenti come quella di Serra del Re, fiumi, torrenti e laghi. Si ha anche una ricca presenza animale costituita da testuggini, istrici, merli, sparvieri, falchi pellegrini, civette, nonchè branchi di cavalli ed il suino nero, simile al cinghiale ed allevato allo stato brado. La vasta zona qui citata offre innumerevoli possibilità turistiche, a partire dai Paesi che devono la loro origine dalla decadenza della colonizzazione ellenistica che portò gli abitanti ed una decadenza della zona ha, purtroppo, origini molto antiche visto che con l'arrivo dei Romani iniziò una distruttiva opera di a visto la creazione di pascoli latifondisti e campi di frumento, elementi che hanno contribuito all'erosione ed al dilavamento della zona. La situazione è degenerata negli ultimi 30-40 annell'antico splendore naturalistico della zona lo si deve all'attento lavoro di recupero e di mantenimento delle associazioni ambientalistiche e proteno fatto interdire la caccia ed il prelievo d'acqua per la città, il tiro a piattello, l'uso incontrollato del lago come deposito di spazzatura. La zona intorno al lago non è importante solo per l'aspetto naturalistico, ma anche dal punto di vis
Sul Monte Cozzo Matrice, una delle cime che controllano il lago, sono stati trovati, infatti, i resti di una necropoli e dei reperti riguardanti un'acropoli.
Nei pressi del paesino di Sperlinga, noto per il suo Castello e sempre nel territorio provinciale di Enna, si trova un fitto bosco che prende il nome dal paese vicino e prevede il corso del fiume Salso denominato lago salato a causa del suo passaggio su alcuni depositi di sale dell'altopiano gessoso-solfifero, dei querceti molto spesso secolari ed una fauna appenninica composta, ad esempio dalla martora e dal gatto selvat
La cima più alta dei Monti Erei è il Monte Altesina, presente sempre nella provnte dal quale parte il fiume Dittaino, ricco di reperti archeologici e regno incontrastato della natura con una grossa presenza di roveri, lecci, rovi, eucalipti, pioppi e perastri, nonchè tratti di macchia mediterranea. Questo è il posto ideale per la fauna appenninica, tipica espressione vitale che trova nei querceti un proprio habitat.
La zona compresa dalla Riserva erbe striscianti, cespugli e fiori particolari come il giglio marino, piante dai fiori molto profumati come lo zigolo ed altre espressioni vegetative come le imponenti acacie ed il giallo papavero cornuto. Anche la popolazione faunistica è molto ricca e comprende numerosissimi uccelli come gli aironi cinerini, i martin pescatori, le ghiandaie marine, vari antropodi, rettili ed anche le tartarughe marine che depositano qui le proprie uova.
Nella provincia di Enna si hatituita, ad esempio dal Bosco di Rossomanno che si trova tra Aidone e Piazza Armerina, e caratterizzato da una forte presenza di eucalipti, pini. C'è poi il Bosco della Baronessa, di proprietà del demanio pubblico, e il Vallone Strazzavertole ricco di perchè un rovinoso incendio ha eliminato la sua parte inferiore. Questi cenni questa provincia può offrire spazi verdi adatti alla fruizione pubblica.
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